Tag

famiglia

AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
Gallery

AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK

Continua a leggere
Post correlati
AUSTRALIA: ULURU E KATA TJUTA
settembre 4, 2018
AUSTRALIA: SYDNEY STYLE
settembre 4, 2018
Uyuni, il mare bianco
agosto 10, 2018
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
AUSTRALIA: ULURU E KATA  TJUTA
Gallery

AUSTRALIA: ULURU E KATA TJUTA

Continua a leggere
Post correlati
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
settembre 15, 2018
AUSTRALIA: SYDNEY STYLE
settembre 4, 2018
Uyuni, il mare bianco
agosto 10, 2018
avventure, Storie

Uyuni, il mare bianco

Se vi chiedessero quali sono i 10 luoghi al mondo che vorreste assolutamente visitare cosa rispondereste?

Io alcuni posti della mia personale “bucketlist”, così la chiamano i veri travelblogger, sono già riuscita a vederli ma non avrei mai immaginato di inserire, in questa lista il Salar de Uyuni in Bolivia.

Isla Incahuasi

Bandiere nell’hotel di sale

 

 

 

 

 

 

 

Originariamente, quando Daniele ed io abbiamo iniziato a programmare il nostro viaggio, l’idea era di prendere  un aereo da La Paz direttamente per Santiago del Cile saltando completamente la Bolivia. Fortunatamente i consigli di alcuni amici ci hanno fatto cambiare idea ed alla fine abbiamo deciso di fermarci per una tappa in uno dei luoghi più incredibili al mondo, il Salar de Uyuni, il deserto di sale più grande della terra.

La prima cosa che ho fatto quando mio marito mi ha proposto di attraversare il deserto di sale con un fuori strada è stata quella di digitare velocemente sulla tastiera del pc “Salar de Uyuni”. Sono stata allora colpita dalle immagini di una distesa bianca infinita che contrasta con il cielo azzurrissimo, foto di viaggiatori sorridenti che sperimentano prospettive insolite e l’immagine dal satellite di una distesa di sale di oltre 10.000 km2 eredità di un primordiale mare salato interno al sud America.

Confesso che poi ho iniziato a leggere le numerose recensioni dei viaggiatori che già erano stati in questo posto fuori dal mondo. E’ da qui che la mia ansia di mamma italiana è iniziata a salire, perché per andare da Uyuni fino a San Pedro de Atacama, in Cile, l’unico mezzo è affidarsi ad un tour che in due o tre giorni attraversa il deserto di una delle aree più remote della Bolivia.

La prima preoccupazione è stata per i bambini. Mi sono chiesta se quest’esperienza non sarebbe stata troppo difficile, per le ore da trascorrere in macchina, per l’altitudine, per il freddo e per il fatto che le strutture in cui avremmo dormito sarebbero state poco più che rifugi.

Alla fine una volta arrivati ad Uyuni abbiamo iniziato a girare per agenzie, tutte propongono lo stesso pacchetto, ma capire quali siano affidabili non è semplice. Grazie ad un incontro fortuito con un’altra coppia di italiani abbiamo conosciuto l’agenzia Sol y Andino Expediciones che ci è parsa seria ed affidabile, qualità indispensabili per la mia tranquillità e la sicurezza dei bambini.

Abbiamo scelto il tour di tre giorni e due notti, con la possibilità di visitare il primo giorno il Salar con il suo museo del Hotel di Sal, la bellissima isola di Incahuasi, un’oasi di terra e cactus in mezzo ad un mare di sale bianco, per poi ammirare il tramonto nel mezzo del deserto. Il secondo giorno, seguendo una pista che correva affianco ad una remota ferrovia, ci siamo spinti fino al confine con il Cile per ammirare il vulcano Ollague e la sua fumarola sempre attiva ed abbiamo continuato fino ad una serie di lagune dove abbiamo potuto ammirare i bellissimi fenicotteri andini. Per noi abituati a vedere questi splendidi uccelli nelle calde acque delle lagune del Mediterraneo è stata una sorpresa trovarli ad oltre 4000 metri in acque gelide. Dopo una breve pausa pranzo siamo risaliti sul nostro fuoristrada  per attraversare il deserto Siloli e poter ammirare il famoso Arbol de Piedra, una formazione di pietra a forma di albero frutto dell’erosione del vento sulla roccia.

La “Laguna Colorada” all’interno della Riserva Nazionale di Fauna Andina Eduardo Avaroa, è stata l’ultima tappa della giornata, prima di arrivare al Refugio Laguna Colorada, dove abbiamo passato una notte al fresco, con circa 8-10° in camera, ma grazie a sacchi a pelo e maglie termiche, abbiamo resistito senza troppi patemi.

Al mattino del terzo ed ultimo giorno la sveglia è suonata molto presto. Ore 5.00. Con un poco di fatica siamo riusciti ad uscire dai nostri letti, e dopo una buona tazza di caffè caldo siamo ripartiti con destinazione Gayser de Sol de Manana a 4850metri. Arrivare ai Gayser è stata un’avventura, a causa delle abbondanti nevicate la strada, che di per sé è già una pista di sabbia, era impraticabile e la nostra guida ha seguito piste secondarie, regalandoci emozioni di cui forse avrei fatto volentieri a meno.

Sarà stato l’orario della sveglia, la pista con il fuoristrada cercata nella neve o forse il freddo ma i gayser non sono stati proprio l’attrazione che mi ha colpito di più.

Per riprendersi del freddo intenso ad una mezz’ora dai gayser si trovano le piscine termali di Aguas Calientes dove sia mio marito sia i bambini si sono ristorati in queste acque calde. Ammetto di essere stata troppo freddolosa per spogliarmi e tuffarmi.

Eravamo alla fine del viaggio, sulla strada verso il confine tra Bolivia e Cile abbiamo avuto ancora la possibilità di ammirare la laguna verde e la laguna bianca ai piedi del vulcano Licancabur, ma ormai eravamo in dogana, la nostra avventura era finita.

Dopo aver esplicato le formalità doganali, abbiamo incontrato il transfer per San Pedro de Atacama organizzato dalla nostra agenzia e abbiamo salutato Michael il nostro driver. Grazie a lui il nostro tour è stato bellissimo e la sua capacità alla guida mi ha dato tutta la serenità per affrontare questa avventura in un luogo così remoto.

Un grande complimento devo farlo ai miei bambini che sono stati bravissimi, non si sono lamentati ed hanno affrontato freddo e sveglie ancor prima dell’alba senza troppi problemi. Ora siamo pronti per nuove avventure.

Continua a leggere
Post correlati
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
settembre 15, 2018
AUSTRALIA: ULURU E KATA TJUTA
settembre 4, 2018
Galleggiando sul lago
agosto 6, 2018
Storie

Galleggiando sul lago

Arriviamo a Puno con l’autobus da Cusco di notte.

In realtà non è proprio notte, sono le quattro di pomeriggio, ma la pioggia e pure un po’ di nevischio rendono il pomeriggio, scuro e plumbeo come se fossero le nove di sera. 

Tommaso tutto orgoglioso davanti al nostro autobus un po’ innevato.

Fuori dal terminal dei bus ci sono 7-8 gradi, fa freddo e nessuno ci crede che questa dovrebbe essere la stagione secca.

Questa volta ho paura di aver fatto il passo più lungo della gamba, non ho prenotato né un hotel, né un ostello, ho scelto qualcosa di diverso, perché la nostra idea del viaggio è anche provare ad uscire dalla nostra zona di confort. In questo Airbnb aiuta, propone sempre anche delle soluzioni fuori dal comune, ma forse prenotando su un’isola galleggiante con questo tempo, non sono uscito dalla zona di confort, ho proprio sconfinato.

Appena incontro Felix il nostro host, lo prendo da una parte e nel mio spagnolo arrabattato gli parlo in maniera secca, ho un po’ di dubbi sulla mia scelta, gli chiedo se è sicuro, se il lago per via del tempo non è ingrossato e pericoloso, se insomma, i bambini staranno bene.

Ha capito perfettamente, mi sorride, e mi dice che ha un bimbo della stessa età di Tommy, non mi devo preoccupare.

Questioni di sicurezza superate; meglio così, andiamo tutti e cinque (noi quattro e Felix) al porto di Puno, dove a causa del maltempo non si muove una barca, e dopo un paio di minuti stiamo già navigando verso le isole galleggianti. È mezz’ora di viaggio ma sembra di entrare in un altro mondo, si passa tra canneti sempre più fitti, che mi ricordano il delta del Po e di quelle volte che sono andato ad “esplorarlo” con mio padre. Ad un certo punto finiscono i canneti ed il lago è calmissimo, una tavola, entriamo in un ampio canale e a perdita d’occhio, sia a destra, sia a sinistra ecco le isole galleggianti della comunità Uros.

Le isole Uros e le loro tipiche imbarcazioni.

Felix ci spiega che in tutto gli Uros sono 2500 e abitano su 95 isole, sono nuclei famigliari ampli che condividono ogni singola isola e ne fanno una manutenzione comune.

Fratelli, zie e cugini stanno tutti assieme, fino a quando qualcuno non si stanca, prende la sega e si stacca il suo pezzo di isola, e si sposta dove più gli piace e inizia ad ampliare la propria isoletta utilizzando nuovi strati di “totora”, la canna che per questo persone è la fonte di sostentamento, cibo, materiale da costruzione e mille altre cose.

In pochi minuti arriviamo all’isola di Felix e dalla sua famiglia, da poco più di un anno, hanno realizzato sei alloggi (di totora) per ospitare fino ad una quindicina di persone. Al lodge Sol y Luna quando arriviamo è ormai sceso il buio, la sensazione di camminare sulle canne di totora è strana, un po’ si affonda e un po’ si saltella, si intravede poco dell’isola (non saranno più di 600 metri quadrati), andiamo subito nella sala comune a prendere un mate caldo e qualche biscotto. Nella sala si arriva a fatica a 12°, fuori fa più freddo, se Laura è preoccupata non lo dà a vedere. La nostra camera è una delle capanne più grandi, dopotutto siamo in quattro, e secondo me è anche una delle meglio allestite, Felix quando ha capito che saremmo arrivati con due bambini ha cercato di alloggiarci al meglio.

Si mangia presto. Marisol la moglie di Felix e sua madre, cucinano in una capanna dedicata, l’unica in cui c’è un fuoco, su un’isola fatta di canne basta poco per avere un incendio. Mangiamo in maniera molto semplice ma ottima, con un bel brodo ci riscaldiamo e alle 8 siamo pronti per andare a dormire. Prima di coricarci ci danno quattro bottiglie piene di acqua bollente, saranno benedette per tutta la notte, le infiliamo nelle coperte e stiamo al caldo. La notte al freddo che tanto ci preoccupava è superata in un attimo.

Al mattino, con il sole, è tutta un’altra cosa. È bellissimo, siamo in mezzo al lago da una parte il canale con le altre isole, dall’altra un canneto che si spande a perdita d’occhio, dove gli Uros vanno a cacciare le anatre e a raccogliere la totora. E al tempo degli spagnoli, si spostavano all’interno e così si nascondevano. È un posto strano, è difficile pensare che 2500 persone vivano su queste isole, però invece Felix e la sua famiglia ci spiegano che sono una comunità vera, con la scuola, l’asilo e la chiesa. Ovviamente tutte galleggianti, il piccolo Axel, il figlio di Felix va all’asilo in barca e gioca con gli altri bambini su una piattaforma. Con Tommaso e Martina, Axel lega subito e quando ce ne andremo saranno abbracci e scambi di macchine, anche se vive su un’isola Axel preferisce le macchinine.

L’escursione all’isola di Taquile è un parantesi, a me, a noi, quello che interessa è stare con Felix e la sua famiglia sull’isola. Anche perché ci ha promesso di andare assieme a raccogliere le reti da pesca. Felix ci spiega che ha due reti, una piccola, che è quella che andremo a recuperare che viene utilizzata all’interno del canale, ed una più grande, di quasi un chilometro che viene utilizzato all’interno del bacino maggiore del lago. Arriviamo alla boa e siamo tutti un po’ eccitati, in realtà tutta l’operazione dura pochi minuti, abbiamo recuperato 5 pesci, per gli Uros una buona pesca, a me non sembra, una trota e quattro pescetti piccolini. Scopriamo così che nel Titicaca ci sono molti pesci, comprese le trote introdotte negli anni quaranta, ma restano sempre molto piccoli, quindi per raccogliere molto ci vuole molto lavoro.

Ecco questa è la sintesi della vita degli Uros e dalla loro scelta di vivere in un ambiente così particolare, ci vuole sempre molto lavoro per tutto. L’isola ha bisogno di una manutenzione quotidiana, nuovi strati di Totora devono essere posti ogni giorno, bisogna controllare le ancore che tengono ferma l’isola, altrimenti ci si trova in mezzo al lago, per raccogliere la rete grande ci si sveglia alle 5, e poi si deve barattare il pesce con tutto quello che serve alla vita famigliare, dalla frutta alle attrezzature per sistemare i pannelli solari che danno la luce elettrica a tutto questo microcosmo.

Passiamo qui due giorni, i dubbi e le preoccupazioni sono scomparsi, ci portiamo a casa un’esperienza straordinaria, fuori dal comune. Molti dicono che sia una cosa un po’ da turisti, forse in altri casi può essere vero, però per noi stare insieme a Felix, Marisol, Axel e il resto della famiglia è stata una cosa vera e quell’isola è stata per noi una vera casa.

Se anche tu vuoi conoscere meglio Felix e la sua famiglia puoi seguire il seguente link

https://abnb.me/GFajaFCb0O

Continua a leggere
Post correlati
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
settembre 15, 2018
AUSTRALIA: ULURU E KATA TJUTA
settembre 4, 2018
Uyuni, il mare bianco
agosto 10, 2018
avventure, ispirazioni

Galapagos low cost

Una volta nella vita un viaggio alle Galapagos è nella “bucket list” di molte persone. In questo arcipelago di isole vulcaniche a oltre 1000 chilometri dal sud America, la flora e soprattutto la fauna hanno trovato un paradiso terreste in cui svilupparsi, prosperarsi ed evolvere ognuna su una propria linea, come ebbe ad osservare Charles Darwin.

Il problema è che queste isole sono lontane da quasi tutto, soprattutto dall’Europa ed un soggiorno anche di pochi giorni può arrivare a costare molto… o forse no.

Noi quattro ci abbiamo provato a visitare le Galapagos a modo nostro, cioè in famiglia, cercando una casetta come base delle nostre esplorazioni e scegliendo visite in grado di soddisfare tutti e quattro, senza però spendere una fortuna.

 

Ci siamo riusciti? Lasciamo giudicare a voi, gli amici del Touring Club Italiano ci hanno chiesto di raccontare alcune delle nostre avventure, e la prima tappa sono state le Galapagos, ecco il nostro racconto.

https://www.touringclub.it/notizie-di-viaggio/galapagos-in-famiglia-cosa-vedere-come-risparmiare/immagine/8

Continua a leggere
Post correlati
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
settembre 15, 2018
AUSTRALIA: ULURU E KATA TJUTA
settembre 4, 2018
AUSTRALIA: SYDNEY STYLE
settembre 4, 2018
avventure, ispirazioni

MIAMI SEAQUARIUM

Sicuramente attività da fare in una città enorme come Miami non mancano, ma quando si hanno due bambini appassionati del mare e dei suoi abitanti come i nostri Tommaso e Martina una visita al Seaquarium diventa d’obbligo.

Il Miami Seaquarium è una via di mezzo tra parco acquatico e acquario scientifico, noi vi abbiamo passato una bellissima giornata e l’abbiamo raccontata sul blog di Musement sperando che la nostra esperienza vi aiuti a decidere cosa fare quando sarete a Miami.

https://blog.musement.com/it/all-acquario-di-miami-con-la-famiglia/

Continua a leggere
Post correlati
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
settembre 15, 2018
AUSTRALIA: ULURU E KATA TJUTA
settembre 4, 2018
AUSTRALIA: SYDNEY STYLE
settembre 4, 2018
GRINGO TOUR: LAGO TITICACA
GRINGO TOUR: LAGO TITICACA
GRINGO TOUR: LAGO TITICACA
GRINGO TOUR: LAGO TITICACA
GRINGO TOUR: LAGO TITICACA
GRINGO TOUR: LAGO TITICACA
GRINGO TOUR: LAGO TITICACA
GRINGO TOUR: LAGO TITICACA
GRINGO TOUR: LAGO TITICACA
GRINGO TOUR: LAGO TITICACA
GRINGO TOUR: LAGO TITICACA
GRINGO TOUR: LAGO TITICACA
GRINGO TOUR: LAGO TITICACA
GRINGO TOUR: LAGO TITICACA
GRINGO TOUR: LAGO TITICACA
GRINGO TOUR: LAGO TITICACA
GRINGO TOUR: LAGO TITICACA
GRINGO TOUR: LAGO TITICACA
Gallery

GRINGO TOUR: LAGO TITICACA

Continua a leggere
Post correlati
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
settembre 15, 2018
AUSTRALIA: ULURU E KATA TJUTA
settembre 4, 2018
AUSTRALIA: SYDNEY STYLE
settembre 4, 2018
GRINGO TOUR: MACHU PICCHU
GRINGO TOUR: MACHU PICCHU
GRINGO TOUR: MACHU PICCHU
GRINGO TOUR: MACHU PICCHU
GRINGO TOUR: MACHU PICCHU
GRINGO TOUR: MACHU PICCHU
GRINGO TOUR: MACHU PICCHU
GRINGO TOUR: MACHU PICCHU
GRINGO TOUR: MACHU PICCHU
GRINGO TOUR: MACHU PICCHU
GRINGO TOUR: MACHU PICCHU
GRINGO TOUR: MACHU PICCHU
GRINGO TOUR: MACHU PICCHU
GRINGO TOUR: MACHU PICCHU
GRINGO TOUR: MACHU PICCHU
GRINGO TOUR: MACHU PICCHU
GRINGO TOUR: MACHU PICCHU
GRINGO TOUR: MACHU PICCHU
GRINGO TOUR: MACHU PICCHU
Gallery

GRINGO TOUR: MACHU PICCHU

Continua a leggere
Post correlati
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
settembre 15, 2018
AUSTRALIA: ULURU E KATA TJUTA
settembre 4, 2018
AUSTRALIA: SYDNEY STYLE
settembre 4, 2018
GRINGO TOUR: CUZCO E VALLE SAGRADA
GRINGO TOUR: CUZCO E VALLE SAGRADA
GRINGO TOUR: CUZCO E VALLE SAGRADA
GRINGO TOUR: CUZCO E VALLE SAGRADA
GRINGO TOUR: CUZCO E VALLE SAGRADA
GRINGO TOUR: CUZCO E VALLE SAGRADA
GRINGO TOUR: CUZCO E VALLE SAGRADA
GRINGO TOUR: CUZCO E VALLE SAGRADA
GRINGO TOUR: CUZCO E VALLE SAGRADA
GRINGO TOUR: CUZCO E VALLE SAGRADA
GRINGO TOUR: CUZCO E VALLE SAGRADA
GRINGO TOUR: CUZCO E VALLE SAGRADA
GRINGO TOUR: CUZCO E VALLE SAGRADA
GRINGO TOUR: CUZCO E VALLE SAGRADA
GRINGO TOUR: CUZCO E VALLE SAGRADA
GRINGO TOUR: CUZCO E VALLE SAGRADA
GRINGO TOUR: CUZCO E VALLE SAGRADA
GRINGO TOUR: CUZCO E VALLE SAGRADA
GRINGO TOUR: CUZCO E VALLE SAGRADA
Gallery

GRINGO TOUR: CUZCO E VALLE SAGRADA

Continua a leggere
Post correlati
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
settembre 15, 2018
AUSTRALIA: ULURU E KATA TJUTA
settembre 4, 2018
Uyuni, il mare bianco
agosto 10, 2018
GRINGO TOUR: AREQUIPA
GRINGO TOUR: AREQUIPA
GRINGO TOUR: AREQUIPA
GRINGO TOUR: AREQUIPA
GRINGO TOUR: AREQUIPA
GRINGO TOUR: AREQUIPA
GRINGO TOUR: AREQUIPA
GRINGO TOUR: AREQUIPA
GRINGO TOUR: AREQUIPA
GRINGO TOUR: AREQUIPA
GRINGO TOUR: AREQUIPA
GRINGO TOUR: AREQUIPA
GRINGO TOUR: AREQUIPA
GRINGO TOUR: AREQUIPA
GRINGO TOUR: AREQUIPA
GRINGO TOUR: AREQUIPA
GRINGO TOUR: AREQUIPA
GRINGO TOUR: AREQUIPA
GRINGO TOUR: AREQUIPA
Gallery

GRINGO TOUR: AREQUIPA

Continua a leggere
Post correlati
AUSTRALIA: KAKADU NATIONAL PARK
settembre 15, 2018
AUSTRALIA: ULURU E KATA TJUTA
settembre 4, 2018
AUSTRALIA: SYDNEY STYLE
settembre 4, 2018